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Attività di autolavaggio

L’autolavaggio è un’area o una stazione di servizio attrezzata per lavare le automobili. È di norma formato da piste box fai-da-te dotate di canne ad alta pressione e shampoo. Ogni attrezzatura funziona a gettone con una breve durata (un minuto o un minuto e mezzo circa). Gli autolavaggi più moderni sono costituiti da spazzoloni, chiamati "portali", e si possono trovare ai benzinai: spazzole e acqua scorrono sopra la macchina pulendola e, al termine del lavaggio, dai bocchettoni fuori esce aria calda che asciuga l’auto.

Gli autolavaggi possono anche essere in funzione 24 ore al giorno e, rispetto una stazione di servizio o un’officina, permettono di risparmiare sul costo del lavaggio.

Requisiti per l’esercizio dell’attività: l’esercizio dell’attività è subordinato alla presentazione della SCIA al SUAP ai sensi dell’ Art. 19 L. 7 agosto 1990 n. 241 .

Requisiti soggettivi e responsabilità tecnica: per svolgere l’attività è necessario soddisfare i requisiti previsti dalla normativa antimafia.

Requisiti strutturali: i locali e/o le aree in cui si svolge l’attività devono avere una destinazione d’uso compatibile con l’attività stessa. L’attività deve essere svolta nel rispetto delle norme applicabili all’attività oggetto della segnalazione e delle relative prescrizioni (ad esempio in materia di urbanistica, igiene pubblica, igiene edilizia, tutela ambientale, tutela della salute nei luoghi di lavoro, regolamenti locali di polizia urbana annonaria).

Titoli autorizzativi preliminari

Preliminarmente all’effettivo avvio dell’attività, in funzione delle operazioni che si desidera svolgere, potrebbe essere necessario essere in possesso di specifiche autorizzazioni rilasciate da enti terzi.

Dal 13 giugno 2013, molte di queste autorizzazioni sono confluite in un unico titolo autorizzativo denominato AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE (vedi scheda del procedimento A.U.A.).

L’autorizzazione unica ambientale o le autorizzazioni rilasciate da Enti terzi che non confluiscono nell’AUA, devono essere ottenute prima della presentazione della SCIA.

Autorizzazioni richieste per l’esercizio dell’attività potrebbero includere ad esempio:

documentazione relativa al rischio incendio, in base alle indicazioni e alla modulistica presenti sul sito del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco;
autorizzazione alle emissioni in atmosfera, per attività ordinarie o in deroga, ai sensi dell’ Art. 269 D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152 , in base alle indicazioni e alla modulistica presenti sul sito della Provincia;
autorizzazione allo scarico idrico:

Ufficio d’Ambito della Provincia per scarichi in fognatura di acque reflue industriali e acque reflue assimilate alle domestiche e di prima pioggia, in base alle indicazioni e alla modulistica presenti sul sito dell’ATO della Provincia;
Provincia per scarichi in corso d’acqua superficiale e strati superficiali del sottosuolo (pozzo perdente, subirrigazione), suolo/sottosuolo di acque meteoriche e di lavaggio aree esterne in base alle indicazioni e alla modulistica presenti sul sito della Provincia;
Gestore del servizio di fognatura e depurazione per scarichi di acque reflue domestiche (servizi igienici) in fognatura, in base alle indicazioni e alla modulistica forniti sul sito ufficiale della società;

autorizzazione all’acquisto/utilizzo/stoccaggio di gas tossici, in base alle indicazioni presenti di norma sui siti dell’ASL;
autorizzazione allo stoccaggio/recupero/trattamento rifiuti, in base alle indicazioni e alla modulistica presenti sul sito della Provincia.

Nota: in caso di dubbi, richieste di chiarimenti e ulteriori informazioni e se si vuole la certezza di non incappare in problemi burocratici o sanzioni conseguenti ad esempio all’esercizio di un’attività senza il possesso delle autorizzazioni necessarie, si consiglia di contattare il SUAP o direttamente gli Enti citati per capire quali siano i titoli autorizzativi effettivamente richiesti.

Ultima modifica: 23 Aprile 2021 alle 11:56
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